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Il testo del mio intervento sul Corriere Fiorentino oggi in edicola

Caro direttore,

alla luce della variante che introduce un nuovo genus di «residenza», quella temporanea per turisti, mi preme svolgere alcune considerazioni che spero possano essere utili al dibattito pubblico. E ciò al netto di una premessa, ovvero la mancanza di una normativa nazionale da tempo invocata (anche dalla sottoscritta) per regolamentare le locazioni turistiche. Se leggiamo la delibera con le lenti della «sostenibilità», ci accorgiamo infatti che si tratta di un atto per lo più «insostenibile» rispetto all’intento dell’inversione di rotta sul fronte degli affitti turistici, concentrati per l’80% nel solo centro storico. Con questa variante, infatti, gli oltre 13 mila appartamenti del centro registrati sul portale delle locazioni turistiche verranno autorizzati dal Comune a svolgere (per sempre, salvo intervento del Tar) l’attività, quelle mura acquisiranno automaticamente la nuova destinazione d’uso introdotta: «residenza per finalità turistiche». In altre parole, il primo effetto di questa delibera è quello di un «condono» rispetto all’uso (senza neppure il pagamento di un onere) e quello della legittimazione di un nuovo genus di «residenti» in città: i turisti, che diventeranno quindi i nuovi «residenti temporanei» del centro, che continueremo a riconoscere solo per il rumore dei loro trolley. Oltre a legittimare gli Airbnb già esistenti, la variante ha prodotto un altro effetto distorsivo, l’impennata di iscrizioni di nuovi immobili sul portale delle locazioni turistiche dopo l’annuncio del futuro blocco. Se l’amministrazione non voleva intaccare (per ragioni di consenso o timore di ricorsi) chi gia affittava ai turisti, e voleva vietare solo i nuovi Airbnb, non era sufficiente bloccare le iscrizioni sul portale per indubbie esigenze di interesse pubblico, senza spingersi a riconoscere ai 15 mila immobili già registrati la destinazione d’uso turistica? Chi gia affittava ai turisti non solo si vedrà aumentato il valore del proprio immobile, ma neppure sarà incentivato a tornare indietro, avendo in mano adesso un immobile turistico. Non c’è abbattimento Imu che tenga, la rendita avrà la meglio perché affittare a turisti è assai più conveniente che affittare a famiglie, studenti e lavoratori. Nel nuovo Piano operativo, avevamo posto due principi (tra gli altri), sui quali delineare il futuro modello di sviluppo: non un mq in più di superfici destinate all’uso turistico in centro storico e in tutta la zona A; lotta alla rendita per una Firenze più giusta. Principi che vengono disattesi con la variante adottata ieri, laddove i metri quadri destinati al turismo in centro saranno migliaia in più; e laddove introduce una nuova cultura della rendita, con la creazione di un nuovo uso — a numero chiuso — che solo artificiosamente è legato alla parola «residenza», perché legato in realtà al turismo. Infine, sono altresì da considerare gli effetti che la variante produce nella misura in cui non è retroattiva e limita il suo campo di applicazione al solo nucleo storico: gli effetti sono quelli di un centro ancor più inaccessibile alle fasce più deboli della popolazione, per l’incremento del valore degli immobili; e poi, un aumento del numero di affitti turistici fuori dal centro storico, specie nelle zone servite dalla tramvia, ovvero quelle universitarie. C’è quindi da augurarsi che nella fase delle osservazioni alcuni aspetti possano essere presi in considerazione per rendere gli effetti della variante più sostenibili; così come si spera che questa variante possa avere il merito di velocizzare l’arrivo di una norma nazionale che dia ai Comuni gli strumenti più idonei per intervenire. La proposta di legge presentata da Alta tensione abitativa (che ricorre alle licenze ed impatta sull’esistente) va nella giusta direzione perché mira non a consolidare rendite di posizione legandole al mattone, ma a restituire immobili a chi ne ha bisogno, e a considerare attività economiche le locazione turistiche per una città davvero più giusta.